Umbria Jazz 12: Chiusura in grande stile con Sting

Chiusura in grande stile per Umbria Jazz 12. Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, non ha deluso le aspettative delle oltre ottomila persone che hanno riempito l’Arena Santa Giuliana. La grande rockstar inglese, che quest’anno ha festeggiato i 25 anni di carriera da solista, ha regalato al pubblico quasi due ore di concerto, inserito nel “Back to Bass Tour”.

«Buonasera a tutti. Sono felice di essere ancora qui a Umbria Jazz dopo venticinque anni, l’ultima volta che ho suonato su questo palco ero con il mio “maestro spirituale”, Gil Evans. E’ a lui che dedico questo concerto», ha esordito, prima di presentare in perfetto italiano la band di cinque elementi. Ovvero il batterista Vinnie Colaiuta (presentato da Sting come “Vincenzo Pietro” il migliore batterista del mondo, ha suonato con Frank Zappa, Jeff Beck, Herbie Hancock, Duran Duran e Christina Aguilera), il fedele chitarrista Dominic Miller, il tasterista David Sancious (fino al 1974 membro dell’E Steet Band di Bruce Springsteen), il giovane violinista Peter Tickell e la corista Jo Lawry.

Subito dopo il sound delle sue canzoni più note ha invaso l’Arena. Un live che ha ripercorso tutte le “stagioni” musicali di Sting partendo da “Every little thing she does is magic” al levare di “Englishman in New York”, dal gospel di “I hung my head” al blues “Heavy cloud no rain”, dal vicino Oriente di “Desert rose” al punk rock di “Next to you”. Ha ripercorso tutta la sua carriera cantando anche dei pezzi eseguiti con i Police come “De do do do, de da da da”, “Roxanne” e, nei bis, “King of Pain”. Riadattate e riarrangiate le canzoni sono state eseguite in un crescendo di emozioni che hanno fatto volare il tempo accompagnando il pubblico di Umbria Jazz verso la chiusura della 39esima edizione della kermesse più bella dell’Umbria.

(le foto sono tratte dalla pagina Facebook di Umbria Jazz)